La Costa d'Amalfi

Luogo fuori dal comune raccontato prevalentemente per luoghi comuni, la Costa d’Amalfi mette in serissimo imbarazzo chiunque voglia descriverla in maniera originale, senza cadere nel “già detto” o “già scritto”. E quindi, non si può dribblare l’introduzione più banale, che fa obbligatoriamente perno sulla straordinaria bellezza dei posti. Promontori, fiordi, calette, grotte, panorami mozzafi ato: l’approccio alla Divina può essere solo ed esclusivamente estetico, di godimento assoluto. E però, di fronte a questa “terra di là del mare, dove s’incontrano l’onde col le montagne” (Longfellow), una delle prime tentazioni che aggredisce il visitatore è quella dell’ascesi mistica. 
Se c’è un posto al mondo dove viene facile far risalire la creazione ad un’unica Intelligenza e Creatività, questo posto è la Costa d’Amalfi. 
In realtà, questo minuscolo lembo del territorio salernitano rappresenta la somma di tante specifi cità che convivono armoniosamente tra loro, in una simbiosi quasi sovrannaturale che fonde suggestioni paesaggistiche e testimonianze d’arte, storia, cultura e civiltà. Siamo di fronte al trionfo della biodiversità, nell’accezione più ampia del termine: qui ogni metro quadro è baciato dalla tipicità. Discorso che vale tanto per il caratteristico limone, lo “sfusato” amalfi tano, quanto per i prodotti dell’artigianato locale, in primis la ceramica artistica di Vietri sul Mare. 
Trentasette chilometri di costa, direzione est-ovest, dalle porte di Salerno alla penisola sorrentina: in alto lungo il nastro di asfalto, o in basso scivolando sull’acqua ai piedi di quei giganti di roccia, dietro ogni curva si cela una nuova meraviglia, qui tutto è patrimonio dell’umanità.

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